Tunnel subportuale, Silvia Salis replica a Marco Bucci: col sì a Madre di Dio nessuna scorciatoia sulla Sopraelevata

Il Comune prende le distanze dalla lettura diffusa dal commissario: per Palazzo Tursi al tavolo non sarebbero stati illustrati né un piano cantieri né valutazioni su verde e impatti ambientali

La nota fatta circolare da Silvia Salis sul tunnel subportuale arriva come una risposta precisa al comunicato diffuso poco prima dal commissario Marco Bucci e serve a chiarire che il punto di contatto emerso nella riunione in Regione, cioè il mantenimento dell’uscita intermedia a Madre di Dio, non può essere letto come un via libera automatico anche a tutto il resto. Il Comune conferma la richiesta di mantenere il progetto originario, con le rampe di via delle Casaccie e via Madre di Dio, ma allo stesso tempo corregge il quadro ricostruito dalla struttura commissariale, soprattutto sul destino della Sopraelevata e sul contenuto concreto del confronto tenuto in piazza De Ferrari.

Al tavolo convocato in mattinata, oltre alla sindaca Silvia Salis e al presidente della Regione e commissario Marco Bucci, erano presenti anche il vicesindaco Alessandro Terrile, l’assessore comunale ai Lavori pubblici Massimo Ferrante e l’amministratore delegato di Autostrade per l’Italia Arrigo Giana. È dentro questo perimetro istituzionale che si è consolidato il sì del Comune alla configurazione iniziale del tunnel, ma è sempre da lì che è arrivata anche la necessità, avvertita da Palazzo Tursi, di rimettere ordine nella narrazione successiva all’incontro.
Nel comunicato rilanciato in mattinata, la struttura commissariale parlava di svolta sul nodo più delicato del progetto e descriveva una convergenza tra Comune e commissario sulla soluzione con uscita intermedia a Madre di Dio. In quella stessa ricostruzione si faceva riferimento a dati sul traffico, alla riduzione dei tempi di collegamento tra città e porto, al tema delle emissioni, agli impatti ambientali, alle compensazioni e persino al verde urbano. La nota del Comune, invece, prende quel punto di partenza condiviso e ne delimita con forza il significato: sì al progetto originario, ma nessuna previsione di abbattimento preventivo della Sopraelevata.
È qui che la distanza politica tra le due versioni emerge con più chiarezza. Per Silvia Salis, il destino della Sopraelevata dovrà essere affrontato solo dopo l’entrata in esercizio completa del tunnel, attraverso un percorso partecipato con la cittadinanza e sulla base di dati reali sui flussi di traffico. Non esiste quindi, nella lettura del Comune, una sequenza già scritta che porti automaticamente alla sua demolizione. Dove il comunicato di Bucci lasciava intravedere un percorso già orientato, Palazzo Tursi alza invece un freno netto e rimanda ogni scelta successiva a un confronto pubblico e a verifiche concrete.
La divergenza non riguarda soltanto la Sopraelevata. La nota del Comune precisa infatti che all’amministrazione non risulta che al tavolo di questa mattina sia stato illustrato alcun piano di gestione dei cantieri e della viabilità, né che si sia discusso di impatti ambientali e verde urbano. È un passaggio che pesa, perché di fatto smonta una parte significativa della lettura fatta circolare poco prima e trasforma un’apparente sintonia piena in un’intesa limitata a un punto ben preciso: l’uscita intermedia per il centro.
Nel resoconto del Comune entra poi con più forza anche il tema delle risorse per completare le ispezioni e i monitoraggi su ponti e impalcati, come richiesto dalle norme nazionali. Su questo fronte la proposta avanzata dal Comune è quella di reperire parte dei fondi attraverso l’accordo di risarcimento per la città firmato dopo il crollo di Ponte Morandi, con un addendum tecnico da predisporre nei prossimi giorni. Un capitolo che nella nota di Silvia Salis assume un peso rilevante e che restituisce anche il profilo operativo della presenza al tavolo del vicesindaco Alessandro Terrile e dell’assessore Massimo Ferrante, chiamati a seguire il dossier non solo nella sua valenza politica, ma anche nei suoi riflessi amministrativi, tecnici e finanziari.
Alla fine, il punto d’incontro tra le due versioni resta, ma è molto più stretto di quanto potesse sembrare a prima lettura. Bucci e il Comune convergono sull’uscita intermedia a Madre di Dio, ed è un passaggio decisivo. Ma Silvia Salis, insieme al vicesindaco Alessandro Terrile e all’assessore Massimo Ferrante, ha voluto chiarire che da quel sì non discende automaticamente alcuna decisione sul futuro della Sopraelevata né tantomeno un quadro già definito su cantieri, viabilità, ambiente e verde. Il messaggio politico di Palazzo Tursi è tutto lì: stessa intesa sul tunnel, ma conseguenze e scenari futuri ancora tutti da discutere.
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